Eva Bindere, violino e Andrea Ivaldi, pianoforte
14 maggio 2026, 20.30 – Nuoro, auditorium della scuola civica Antonietta Chironi (via Tolmino)

La stagione concertistica 2026 dell’Ente musicale di Nuoro si inaugura nella serata del 14 maggio con un raffinato concerto per violino e pianoforte.
Eva Bindere è una violinista lettone di successo, già primo violino dell’orchestra Kremerata Baltica fondata da Gidon Kremer, di Sinfonietta Riga, dell’Orchestra Filarmonica di Bergen, dell’Orchestra da Camera di Tallinn, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Lettone e di molte altre formazioni. Si è esibita in collaborazioni con i più grandi nomi della musica da camera: Yo Yo Ma, Yuri Bashmet, Mario Brunello fra gli altri; insieme alla violoncellista Kristīna Blaumane e al pianista Reinis Zariņš forma il trio Palladio. Oltre all’attività concertistica si dedica all’insegnamento sia in Lettonia che in Italia, presso l’Accademia Perosi di Biella. È anche membro di giuria in concorsi internazionali e tiene regolarmente masterclasses in prestigiose manifestazioni (Collegium Musicum Schloss Pommersfelden, Livorno Festival, Lake Garda Festival, Järvi String Academy).
Andrea Ivaldi è di casa qui a Nuoro, per aver diretto dal 2006 al 2025 la Scuola civica di Musica Antonietta Chironi. Dal novembre scorso è il direttore del Conservatorio Luigi Canepa di Sassari, dove ha tenuto la cattedra di pianoforte per 40 anni. All’attività pianistica in veste di solista, anche con orchestra, che l’ha portato a esibirsi nei palcoscenici di tutto il mondo, affianca da sempre la musica da camera e la direzione di orchestra: tra i programmi da lui diretti figurano opere di Schoenberg e Walton (con la partecipazione di Sonia Bergamasco), Mahler, Stavinsky, Ligeti, ecc.
In programma musiche di Beethoven, Schubert, e del compositore contemporaneo russo Alfred Schnittke.
L. van Beethoven, Sonata n. 3 in mi bemolle maggiore op. 12 n. 3
Composta tra il 1797 e il 1798, la Sonata op. 12 n. 3 appartiene al primo periodo creativo di Beethoven, quando il compositore si confrontava ancora con i modelli di Mozart e Haydn. Tuttavia, già in questa fase emergono tratti distintivi della sua personalità: energia ritmica, tensione drammatica e una concezione paritaria del dialogo strumentale: la musica da camera inizia il suo viaggio che dai salotti la porterà alle sale da concerto. Il primo movimento (Allegro con spirito) si distingue per brillantezza e vitalità, con un fitto intreccio tematico tra i due strumenti. L’Adagio con molta espressione introduce un clima di intensa cantabilità, quasi operistica, mentre il Rondò finale (Allegro molto) chiude la sonata con leggerezza e slancio, mostrando un gusto per il gioco formale e la sorpresa.
– Allegro con spirito
– Adagio con molta espressione
– Rondò. Allegro molto
F. Schubert, Rondò in si minore D 895
Composto nel 1826 e noto anche come Rondeau brillant, il Rondo D 895 fu scritto per il violinista Josef Slavík. Il brano rappresenta uno dei vertici della produzione cameristica schubertiana per violino e pianoforte. Il brano è preceduto da un’ampia introduzione, caratterizzata da un intenso lirismo e da una visione dell’armonia tipica del compositore, destinata ad aprire nuovi orizzonti al linguaggio dell’epoca. La forma del rondò, basata sul ritorno ciclico di un tema principale, è qui arricchita da un linguaggio fortemente espressivo e da un virtuosismo brillante. Il tema iniziale, elegante e incisivo, si alterna a episodi contrastanti, ora lirici e cantabili, ora animati da una vivace energia ritmica.In Schubert, tuttavia, anche la brillantezza è attraversata da una sottile inquietudine: il modo minore conferisce al brano una colorazione emotiva ambigua, sospesa tra slancio e malinconia, cifra tipica del suo ultimo periodo creativo.
A. Schnittke, Sonata n. 1
La Sonata n. 1 di Schnittke si colloca agli inizi del percorso del compositore, ma rivela già una forte carica espressiva e una scrittura densa di contrasti. Pur precedente allo sviluppo pieno del suo celebre polistilismo, l’opera mostra una tendenza alla frammentazione del discorso musicale e a un uso drammatico del suono.Il rapporto tra violino e pianoforte si allontana dall’equilibrio classico per diventare spesso dialettico e conflittuale. Episodi rarefatti si alternano a momenti di forte intensità, creando una tensione continua che coinvolge l’ascoltatore. La sonata si presenta così come un percorso inquieto, in cui i materiali musicali si trasformano e si scontrano, riflettendo le complessità estetiche e culturali del secondo Novecento.
– Andante
– Allegretto
– Largo
– Allegretto scherzando
Biglietto di ingresso 8 euro, ridotto 5 euro.
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