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Un suono ritrovato – Alessandro Palmeri

“Un suono ritrovato” Alessandro Palmeri, violone

Alessandro Palmeri, violone Simone Cimapane

7 luglio 2022 ore 19.00 – museo Nivola ORANI
Ingresso gratuito

“Un suono ritrovato” 

Il programma è dedicato ad un repertorio di rara esecuzione, quello dell’epoca dei violoni e dei primordi del violoncello, attraverso le musiche di autori italiani del ‘600 fino a toccare le vette compositive delle suites Bach. Il protagonista del concerto è uno strumento molto particolare, un violone italiano costruito a Roma nel 1685 da Simone Cimapane, liutaio e suonatore di strumenti bassi nella seconda metà del Seicento che in diverse occasioni suonò con Arcangelo Corelli.

Programma

Giuseppe Colombi (1645-1694)  Tromba e Ciaccona per il violone

Domenico Gabrielli (1659-1690) VI Ricercare per violoncello

Giovanni Battista Vitali (1632-1692) Capriccio e Passagalli per il violone

 Vincenzo Toscano (1970) Antùra (2021)

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Suite n° 1 in sol maggiore per violoncello solo

 Giovanni Battista Vitali (1632-1692) Toccata e Ruggiero per il violone

A proposito del violone “Simone Cimapane”

Lo strumento è stato costruito da Simone Cimapane a Roma nel 1685. Simone Cimapane lavorava a Roma come liutaio e suonatore di strumenti bassi nella seconda metà del Seicento e suonò con Arcangelo Corelli. Si trova registrato tra i membri della Società del Centesimo creatasi tra i soci della Congregazione di S. Cecilia a Roma nel 1688. Il suo nome è inoltre presente in alcune liste di strumentisti dell’archivio del cardinale Pamphili, musicisti che suonarono con Corelli. Con ogni probabilità Simone Cimapane è il padre di Bartolomeo Cimapane, attivo dalla fine del Seicento e per i primi decenni del Settecento come contrabbassista nelle orchestre corelliana e romane in generale. La famiglia dei Cimapane conta anche almeno ancora un violinista e un cantante. 

Il ‘violone’ oltre a costituire una preziosa testimonianza per le dimensioni originali (quasi tutti gli strumenti analoghi dell’epoca furono ridotti nel corso del XIX secolo per diventare violoncelli della misura attuale), deve la sua unicità al fatto che si tratta di uno degli strumenti che suonarono a Roma con Corelli. Per le sue caratteristiche, che ne fanno un ‘unicum’ nell’ambito degli strumenti musicali storici, è da considerarsi un bene del patrimonio musicale italiano.

Alessandro Palmeri

Si è formato alla scuola violoncellistica palermitana, frequentando in seguito diversi corsi di alto perfezionamento. Ha tenuto concerti in qualità di 1° violoncello e da solista in Europa, Russia, Canada, Stati Uniti, Sud America, Israele, Giappone, Cina per conto di prestigiose istituzioni musicali quali Festival Internazionale di musica contemporanea di Varsavia, Nuova Consonanza, Teatro Massimo di Palermo, Festival Scarlatti, Radiotelevisione Svizzera Italiana, Blumental Festival di Tel Aviv, Festival Internazionale di San Pietroburgo, New York University, Bologna Festival, Bimhuis di Amsterdam, Auditorio Nacional de Madrid, Festival Vancouver, Festival Innsbruck, Teatre des Champs Elysees, Fukuoka Festival, Bunka Kaykan di Tokyo, Lufthansa Festival, San Francisco Conservatory, Lincoln Center di New York. 

Ha collaborato stabilmente con orchestra da camera “Gli Armonici” e con lo “Zephir Ensemble”, con il quale ha realizzato un interessante percorso rivolto alla musica del novecento, contemporanea ed all’improvvisazione attraverso i laboratori “Musica su più Dimensioni” ed a numerose prime esecuzioni assolute. Negli anni ’90 si è avvicinato al repertorio barocco con strumenti originali, frequentando i corsi della Fondazione Cini di Venezia e attraverso collaborazioni con vari ensembles di musica antica, Auser MusiciStudio di musica antica Antonio Il VersoLa VenexianaCantica SimphoniaLes Elementes,Les Musiciens du Prince, Bozen Baroque Orchestra, L’Astrée e l’Academia Montis Regalis, I Barocchisti, collaborando con musicisti quali Savall, Kuiyken, Coin, Onofri, De Marchi, Astronio, Fasolis, Bartoli, Dantone. Ha fondato nel 2006 Il Ricercar Continuo, ensemble dedito al repertorio barocco per strumenti bassi.  Collabora stabilmente con Imaginarium, con I Barocchisti e con l’Accademia Bizantina.

Ha preso parte attivamente al Progetto Vivaldi in collaborazione con l’Istituto per i Beni Musicali del Piemonte e la casa discografica Naive per l’incisione dei manoscritti vivaldiani conservati alla Biblioteca Nazionale di Torino. Nel giugno 2009 è stato invitato a ricoprire il ruolo di primo violoncello in seno all’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado. Ha collaborato come primo violoncello solista dell’ orchestra Cipango Consort di Tokyo. Ha inciso per Tactus, Florentia Musicae, Stradivarius, Symphonia, Amadeus, Opus 111, Naive, ZigZag, Hyperion, Harmonia Mundi, Deutch Grammofone, Brilliant, Passacaille. E’ regolarmente invitato a tenere seminari di violoncello barocco e stages di formazione presso Istituzioni musicali italiane ed estere. 

Tra i suoi strumenti, un prezioso violone romano annoverato tra gli strumenti dell’orchestra di Arcangelo Corelli.

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